Trappola&Trottola presentano…

…i personaggi della commedia.

Chi meglio di loro può farci conoscere i gossip d’antan della Venezia settecentesca?

A loro la parola dunque!

˜♥˜

 

Buona giornata alle splendide Signore a agli aitanti Signori che si trovano a passare  in questi luoghi! Lorsignori ci conoscono, siamo Trappola&Trottola, figure della commedia dell’arte.

Pare che tocchi a noi presentare i personaggi di questa bizzarra commedia…

E da chi possiamo cominciare? Be’, ma da Alì, il turco impresario delle Smirne!

Chissà in quale stellata notte d’oriente al turco Alì è stata fatta balenare l’idea di imbarcarsi per l’Italia e di tornare alle Smirne con una nave carica di gente di teatro!  Una cosa è fare il mercante, un’altra l’impresario teatrale! Il povero turco si trova catapultato in un mondo che non conosce e dove pare che tutti abbiano più ambizione che talento, più pretese che disponibilità, più richieste che rispetto. Il suo punto debole? Le donne! Forse uno dei motivi che hanno spinto il turco a imbarcarsi nell’impresa è proprio quello di avere qualche incontro “ravvicinato” con le virtuose di musica. La fama delle donne di teatro è da sempre quella di essere bellissime e disposte ad usare una certa confidenza con un ricco impresario che ne favorisca la carriera…

Ma il Turco ha la sventura di trovare sulla sua strada tre “pezzi da sessanta”: Tognina, detta la Zuecchina, cantatrice di Venezia; Annina, detta la Mistocchina, cantatrice bolognese e la giovane Lucrezia, detta l’Acquacedrataia, giovane promessa del belcanto fiorentino.

La signora Tognina non si ritiene certo una virtuosa “di dozzina”. Ha alle spalle quella che si chiama una solida esperienza di palcoscenico, maturata calcando non certo i più famosi teatri del mondo ma quelli di Rimini, Chiozza, Senigallia e Rovigo. Non ha l’età per definirsi una giovinetta, ma si accompagna con fierezza a Pasqualino, il giovane tenore che fa coppia con lei anche nella vita.

Annina è forestiera. Vien da Bologna, dove le hanno dato il soprannome di Mistocchina, in onore di certe focaccette di castagne, ma si trova in Venezia da abbastanza tempo per essersi alloggiata con tutti i comodi, insieme alla madre ed al fratello con cui vive ancora, a riprova della sua virtù. Una vera prima donna, anche se non ha mai ricoperto questo ruolo, in attesa della giusta occasione.

In Firenze i caffettieri si chiamano acquacedratai, o almeno è così nel 1759, quando Lucrezia Giuggioli, detta l’Acquacedrataia, giunge in Venezia per la prima volta.Il soprannome ne rivela l’origine piuttosto lontana dal mondo del teatro e la bella Lucrezia non ha alcun credito se non quello di presentarsi alla locanda di Beltrame con la fama di “virtuosa”. Alle spalle non ha altra esperienza che qualche recita in un ruolo di secondo piano nella città di Pisa, dove – a suo dire – è stata molto ammirata per la sua interpretazione d’una struggente romanza che parla di una tortorella lamentosa.

(Grazie alla Vale per i testi)

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