T&T presentano…

…l’altra metà del cielo, ossia i personaggi maschili.

˜ ♥ ˜

Salutiamo distintamente le Dame e i Cavalieri che si trovano a passare di qui.

Eccoci oggi a presentare, dopo l’Impresario e le Prime Donne, i personaggi maschili della bizzarra e fantasiosa baruffa che costoro si ostinano a chiamare pomposamente Commedia.

Abbiam parlato di Prime Donne e riprendiamo il discorso con Carluccio, detto Cruscarello, musico soprano. Tempi duri,questi, per i musici soprani: gli uomini con la voce d’angelo devono vedersela con un’agguerrita concorrenza: da una parte i castrati alla Farinelli, con i loro virtuosismi funambolici; dall’altra i tenori, astri nascenti desiderosi di occupare quei ruoli che mandano in delirio le folle. Carluccio potrebbe, se volesse, accettare ruoli secondari, cantare per compensi ragionevoli, consolidare la sua fama e sperare in una carriera dignitosa. Invece  aspira a ruoli di primissimo piano, chiede compensi altissimi e si considera una celebrità. Naturalmente in tasca non ha un quattrino. Questo fatto, tuttavia, lungi dall’impensierirlo, lo spinge a tuffarsi nella nuova, esotica, impresa per le Smirne, confidando di tornare dall’Oriente carico d’oro e di onori.

Pasqualino è un tenore di bell’aspetto e di belle speranze. Lo sa bene la gelosa Tognina che con lui divide il palcoscenico e… non solo. Far coppia nella vita e sulle scene, tuttavia, talvolta può risultare piuttosto faticoso e, perché no, anche tedioso: ruolo di cavalier servente, di tanto in tanto, calza stretto. Accomodante e disponibile quando si tratta di occuparsi della propria carriera, pronto a partire per le Smirne al primo buon vento sperando di ricavar qualcosa dall’impresa, deve però vedersela con le gelosie delle aspiranti primedonne, poco inclini ad ascoltarne i consigli.

Quello del teatro, si sa, è un mondo affascinante per tutti. Non sorprende, dunque, che perfino qualche nobile si diletti a frequentarlo anche dietro le quinte, favorendo i virtuosi e mettendoli, all’occorrenza, sotto la propria protezione e magari procurando qualche ingaggio conveniente sfruttando le proprie conoscenze. Il Conte Lasca è uno di questi nobili, lesto a scoprire se in città è giunta qualche nuova virtuosa, pronto a favorirla e ad introdurla nell’ambiente, capace di apprezzare una bella voce o, quanto meno, la capacità di sostenere il proprio ruolo. Naturalmente non si mostrerebbe per le vie di Venezia insieme ad una donna di teatro, ma non esita a proporre a questa o a quella un ruolo di prima o seconda donna, incurante delle proteste di ciascuna: è galante, disponibile, ma solo finché non si tratta di toccare il borsellino.

Prima di arrivar sulle tavole del palcoscenico, un’opera in musica ha bisogno di buoni versi da cantare. A questo serve Maccario: il suo compito è scrivere il libretto dell’opera, o quanto meno rimaneggiarne uno già esistente: un’aria di qua, un duetto di là, qualche parola diversa e un dramma si trasforma in un altro con pochi tocchi della sua penna. Un bravo poeta per musica deve anche tener conto delle pretese delle virtuose: non sia mai che la seconda donna canti un’aria in più della prima!

Si può star certi che, se in qualche angolo di Venezia è stata stipulata una scrittura teatrale, il merito deve essere attribuito a Nibio che ne ha avuto il giusto tornaconto. E’ scaltro quanto basta, sa come trattare i musici e lusingare le virtuose, sa a chi rivolgersi per far accordare un cembalo e dove contattare un pittore di scena. A forza di maneggi e di contratti, spera di diventare impresario a sua volta; sino a quel momento è a disposizione di quanti hanno bisogno dei suoi preziosi servizi.

E dopo tutto questo imperversare di nobili, cantanti e impresari, parliamo un po’ di persone più vicine a noi.

Se un oste avesse qualche ambizione di trasformar la propria attività in locanda, sicuramente dovrebbe guardarsi da una certa clientela. I virtuosi di musica possono dar lustro, ma bisogna prima accertarsi che posseggano anche di che pagare il conto.

Ne sa qualcosa il signor Beltrame, oste – pardòn – locandiere veneziano, che ha una certa esperienza del mondo del teatro. Non è raro che capitino nelle sue stanze virtuose accompagnate da qualche cavaliere che le protegge e che si preoccupa di sborsare gli zecchini necessari; ma talvolta capitano anche personaggi più esigenti e meno disposti a metter mano al borsellino.

La locanda di Beltrame non è certo l’unica, in Venezia: il compito di occuparsi del ricco turco e del suo colorato ed esotico entourage ricade sulle spalle di Fabrizio.Questi, cameriere di una qualche ambizione, ben conosce il mondo del teatro e l’orgoglio di chi ne fa parte, ma cerca di contentare le pretese di tutti, auspicando di ricavarci qualcosa. Prendersi cura d’un personaggio singolare come Alì, tuttavia, non è cosa da poco. Passi l’abbigliamento, non più stravagante di quelli che s’incontrano al porto salir e scendere dalle navi che fanno spola con l’Oriente.

Passi la richiesta di disseminar cuscini e tappeti.

Passi il puzzo del narghilè che si spande per tutta la locanda.

Ma quel giannizzero che s’aggira con il palo acuminato? Sì, perchè il turco Alì ha condotto con sè un beuluk, una guardia fidata che protegga la sua persona. Si chiama Osmin, non parla l’italiano e neppure gli serve: suo compito è difendere Alì da ogni insidia e per passare all’azione non gli serve che un’unica parola: “Scialamanacabàla”!

Grazie alla Vale per i testi e ad Angelo per le foto originali

2 commenti (+add yours?)

  1. rosalba
    ott 30, 2010 @ 17:42:56

    per venire allo spettacolo di domani pomeriggio bisogna avere una prenotazione?
    ho perso il numero di telefono!!!
    mi potete rispondere via mail?

    bacioni
    Rosalba

    Replica

  2. rosalba
    nov 15, 2010 @ 10:40:01

    Lo spettacolo è stato molto bello e divertente, e siccome mi sono divertita tanto che ne direste di replicarlo anche qui in Monferrato magari presso quakche parrocchia, posso presentarvi ai responsabili del salone di Occimiano, se vi va, ancora Bacioni a tutti Rosalba

    Replica

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